Tim Burton’s Vincent (di meganarm07)

once in a while (di jacklord)

once in a while (di jacklord)

Ma è inaccettabile anche che in Italia i cori razzisti vengano tollerati (Il Borussia Dortmund ha per esempio vietato l’accesso per tre anni a un gruppo di tifosi che avevano appeso uno striscione razzista). È inaccettabile che allo stadio vengano seuqestrate bottiglie e accendini ma, guarda caso, entrino fumogeni e petardi. È inaccettabile che giocatori e capi ultras facciano affari insieme, che si tratti di apertura di locali o di commercializzazione di magliette. È inaccettabile che alle feste dei gruppi ultras, dirigenti e giocatori siano sempre presenti, vicini a personaggi celebri per le loro connessioni con la malavita organizzata. È inaccettabile che le società calcistiche si servano degli ultras per fare presioni dulla federazione e sul mondo arbitrale. E su allenatori e giocatori non più graditi. È inaccettabile che le società coprano i giocatori che con gli ultras organizzano scommesse. È inaccettabile che un giocatore saluti la propria curva con un saluto romano, che sarebbe apologia di fascismo, e che la Federazione non abbia nulla da dire. È inaccettabile che i capi ultras di tante curve abbiano a disposizione biglietti gratis o scontati per le trasferte e che rivendendoli si facciano un sacco di soldi. È inaccettabile che i giornalisti sportivi sappiano tutto questo e non denuncino mai un bel niente. Salvo poi dirsi scandalizzati quando l’ordine apparente viene alterato, come è accaduto a Genova.

Da domani in poi, fare diciotto anni significa essere nati DOPO la morte di Kurt Cobain.

Privo di senso

Lascio scorrere le dita su una tastiera nera, mentre ascolto musica triste.
Cerco l’atmosfera giusta per scrivere qualcosa di malinconico, come il mio umore di questa sera, ma c’è un sasso nell’ingranaggio, un granello di sabbia che ha bloccato qualcosa, qualcosa che da troppo tempo cerca di forzare il blocco ma senza successo. Del resto, non riesco più nemmeno a scrivere qualcosa di divertente, da ormai troppo tempo, e forse questa voglia di scrivere di cui parlavo prima è solo una velleità un po’ pretenziosa, una posa sciocca che avrebbe un posto migliore nella mente di un diciassettenne.

Però c’è qualcosa qui, mentre ascolto musica triste e riguardo le foto della mia vecchia città, che sembra battere da sotto il ghiaccio, come quei poveri disgraziati che finiscono sotto le acque gelate di un lago, in qualche film, e quando cercano di riemergere trovano lo strato di ghiaccio che, impietosamente, mostra loro il mondo di sopra al quale non potranno tornare.

Mi piaceva quella vecchia città.
Mi piaceva il posto in cui vivevo, e le strade piene di verde, tutta quell’acqua intorno, quei temporali bassi sull’orizzonte come se il cielo stesse facendo piombare sulla terra un’enorme saracinesca colore del piombo. Quando osservavo quelle nuvole toccare l’orizzonte immaginavo sempre di sentire il rumore – CLANG – che fanno le pesanti porte cinematografiche di una segreta  o di un carcere quando si chiudono alle spalle del prigioniero.
C’era un amico che aveva questa casa sulla scogliera, e dalle enormi finestre, quando pioveva, si vedevano i lampi sulla superficie del mare, gli scogli che sembravano cambiare colore, le rocce a picco sul mare che resistevano, ancora e ancora, contro le spallate delle onde. Mi ricordo che passavo le ore a guardare il mare in tempesta, quando ero in quella casa, e pensavo a tantissime cose.
L’ultima volta che ho assistito a quello spettacolo sapevo che non sarei mai più tornato là, davanti a quella finestra… o forse non lo sapevo, anzi forse ero sicuro che sarei tornato, che avrei visto ancora quella gola tra gli scogli e il mare in tempesta con i lampi sul pelo dell’acqua, e qualunque cosa pensassi mi sono sentito così triste, era come assistere alla fine del tempo dal ristorante al termine dell’universo, come lo descriveva Adams.
Io lo so, mica che non me ne accorgo, sapete?, che queste righe sono senza capo né coda, ma il gesto ancora mi manca, dello scrivere intendo, e a volte lo faccio anche solo per non perdere il contatto con le parole. Non ho niente da raccontare, ho solo un groviglio di sensazioni che non hanno inizio né fine, e tirarne fuori una è come sfilare un singolo filo colorato da quelle matasse per cucito che aveva mia nonna nel cassetto della macchina Singer: cercavi di sfilarne uno, ma dovevi stare attento, altrimenti si impigliava da qualche parte e li tirava via tutti e si formava una palla inutilizzabile, impossibile da districare.

Mi sento esattamente così.

Asta di biciclette #salvaciclisti (Scattata con Instagram presso Piazza Della Madonna Dei Monti)

Asta di biciclette #salvaciclisti (Scattata con Instagram presso Piazza Della Madonna Dei Monti)

Intendevo chiamare alcuni geomanti del feng-shui perché si occupassero dell’appartamento, ma ho fatto per errore il numero di Sinn fein ed è arrivato un gruppo di irlandesi con armi automatiche”
“Puoi dirti fortunato a non avere fatto il numero di Sean Penn
Tom Robbins - Feroci invalidi di ritorno dai paesi caldi - trad. it. Hilia Brinis
Piazza Santa Maria in Trastevere, una mattina di fine marzo

Piazza Santa Maria in Trastevere, una mattina di fine marzo

Signor Presidente, non crede che sarebbe più opportuno rivedere quei Patti Lateranensi stipulati da Mussolini e confermati da un ministro poi condannato per corruzione e morto latitante in un paese estero, l’onorevole Craxi? Lo sa che l’Italia è l’unico Paese dell’Unione Europea a mantenere con il Vaticano dei Patti che non si addicono a nessuno Stato laico?
Antonio Tabucchi, 1943-2012. (via uaar-it)
slipperypond:

T. S. Eliot e le storie tese.

“La terra desolata dei cachi”

slipperypond:

T. S. Eliot e le storie tese.


“La terra desolata dei cachi”

Tolkien Reading Day (Scattata con Instagram presso Tra Le Righe)

Tolkien Reading Day (Scattata con Instagram presso Tra Le Righe)

neil-gaiman:

I’ve seem to be hitting writer’s block far too often now. My grade in my creative writing class is suffering because i don’t turn in anything because i’m never really satisfied with anything i do. all my good ideas seem to turn into bad ones once i write it down. How do you get pass writers…
La morte è un processo rettilineo. (D. Pennac)